L’apparecchio che legge l’anima

Lo SCIO, uno straordinario strumento elettronico inventato da un ricercatore della Nasa, non solo è in grado di leggere il nostro stato di salute e le problematiche psichiche e spirituali del presente e del passato, ma anche di “correggere” sul piano energetico la nostra energia sottile, al fine di ripristinare l’equilibrio e lo stato di benessere
Oggi, dopo anni di esistenza ai margini della medicina accademica, stiamo assistendo a una vera esplosione degli approcci energetici alla salute. Grazie al lavoro di scienziati che sono stati veri pionieri nel campo della medicina energetica (come Lakhovsky negli Anni 20 e, più recentemente, Albert Szent-Gyorgyi o Herbert Froelich, solo per citarne alcuni), è sempre più accettata l’ipotesi che i campi elettrici e magnetici, come la luce e il suono e le vibrazioni elettromagnetiche, abbiano un influsso sulle cellule e possano essere utilizzati per stimolare i processi di guarigione in diversi tessuti.
Il percorso di ricerca su questi temi è molto bene illustrato nel bellissimo libro di James Oschman, “Medicina energetica” (MacroEdizioni).
Da questo testo si evince come buona parte di queste ricerche abbiano preso il via dall’osservazione che la fisiologia tradizionale non si sia dimostrata in grado di spiegare tutte le reazioni del corpo. Quando pensiamo ai sistemi di comunicazione all’interno del corpo umano, pensiamo prima di tutto al sistema nervoso, poi al sistema circolatorio, che fornisce i messaggi ormonali alle cellule, al sistema linfatico e a quello immunitario, tutti di importanza vitale per l’organismo. Ma i tempi di trasmissione delle informazioni attraverso queste vie di comunicazione ampiamente studiate non giustificano alcune semplici esperienze che tutti noi possiamo fare quotidianamente, come, per esempio, quella di chiudere l’occhio una frazione di secondo prima che una mosca ci colpisca la cornea. I nervi conducono gli impulsi con una certa rapidità, ma a ogni sinapsi c’è un ritardo che non è compatibile con la velocità delle risposte “riflesso”, grazie alle quali possiamo proteggerci prima che ci sia una consapevole coscienza dello stimolo.
Gli studi scientifici in questo campo hanno portato alla scoperta dell’esistenza di un altro sistema più complesso e più vasto del sistema nervoso: il tessuto connettivo o matrice vivente, che connette fra loro tutte le cellule e conduce energia e comunicazione in tutto l’organismo. La matrice vivente, fatta di collagene e acqua – i principali costituenti del corpo umano – conduce vibrazioni elettriche, magnetiche, luminose che viaggiano a una velocità superiore a quella dei segnali biochimici che conosciamo.
La visione tradizionale della medicina per specializzazioni ci ha portato a percepire il nostro corpo quasi come una macchina vivente formata da parti meccaniche tenute insieme da nervi, fili e fibre. La fisica quantistica ci dà invece un’immagine in cui la biologia diventa tutt’uno con la fisica, in cui la distinzione fra materia ed energia diventa labile e il corpo appare un sistema continuo e interconnesso di comunicazione elettronica e protonica: la ricerca scientifica più recente ha dimostrato che esistono forme di energia e informazione (flussi di bio-molecole caricate in milionesimi di ampère e caratterizzate da un preciso codice di riconoscimento) che viaggiano con estrema rapidità all’interno della matrice vivente. La visione olistica alla base delle discipline tradizionali, spiegata dalla scienza!
Le implicazioni di questo salto di visione sono enormi: in questa prospettiva ogni cellula, ogni tessuto, ogni organo, ogni enzima, ormone, neurotrasmettitore nel corpo vibra a una specifica frequenza, la salute e il benessere diventano il risultato di oscillazioni elettromagnetiche ordinate e la malattia e l’invecchiamento le conseguenze di perdita progressiva di informazione.
Il prof. Piergiorgio Spaggiari, fisico e medico chirurgo, autore insieme a Caterina Tribbia, del testo Medicina Quantistica (Tecniche Nuove), è oggi in Italia il più noto esperto su queste tematiche. In un’intervista rilasciata a Claudia Bortolato pubblicata dalla rivista scientifica Forma nel 2005, spiega che il benessere “è una questione di oscillazioni elettromagnetiche “ordinate”. L’organismo si mantiene in equilibrio dinamico grazie ai messaggi che le cellule si scambiano costantemente tra loro sotto forma di segnali elettromagnetici estremamente deboli, a frequenza definita”. Continua il prof. Spaggiari: “Attraverso speciali strumenti diagnostici e terapeutici, si possono produrre variazioni quantiche di energia così sensibili da interagire con le “energie sottili” del corpo, al fine di ripristinare l’equilibrio e lo stato di benessere”. Pur precisando che questi strumenti non possono sostituirsi in alcun modo a test e cure farmacologiche, né in fase diagnostica né terapeutica, soprattutto in caso di malattie di una certa entità, con gli strumenti di medicina quantistica più avanzati è possibile rilevare i livelli di energia degli organi e lo stato di salute complessiva dell’organismo e, contemporaneamente, correggere eventuali anomalie energetiche riscontrate per impedire così, per quanto possibile, che la malattia possa successivamente manifestarsi a livello fisico-chimico.

In questo ambito sono state progettate apparecchiature sempre più complesse con l’obiettivo di arrivare a dialogare con il corpo a livello di frequenze. Alcune sono più note di altre, come il Vega o l’elettroagopuntura secondo Voll, che misurano la risposta elettrica del corpo.
Una tra le più avanzate lo SCIO (Scientific Consciousness Interface Operations System), un dispositivo elettronico progettato e realizzato nei primi anni ’80 dal Dott. William Nelson, matematico e fisico alla NASA che ha contribuito a riportare a terra l’Apollo 13, e che ha dedicato trent’anni di ricerca all’integrazione delle conoscenze della medicina occidentale ed orientale con le più avanzate scoperte in tema di fisica quantistica.
Si tratta di un sistema elettrodiagnostico-terapeutico computerizzato in grado di fornire in un solo esame indicazioni preziose per comprendere la storia dell’ organismo umano per dare una prima valutazione pre-diagnostica.
Studiato per coadiuvare il lavoro di medici e di specialisti, applica le più recenti scoperte nel campo dell’informazione biologica e della medicina energetica: utilizzando un sistema accelerato di comunicazione trivettoriale computerizzata in biofeedback, riesce a dialogare in continuità con l’organismo umano sfruttando la sua eccezionale velocità di interazione (1/10.000 di sec). In questo modo riesce a registrare ogni stimolo o reazione del sistema biologico (che opera con tempi da 1/100).
Con l’invio e la registrazione accelerata dell’informazione biofisica di più di 9000 sostanze differenti, il sistema – in soli tre minuti – è in grado di tracciare una prima mappa di reattività dell’organismo, di estrapolare i valori anomali e di correlarli al sistema o all’organo di competenza.

Il suo utilizzo non presenta alcuna controindicazione e nel tempo si è dimostrato uno strumento importante nel coadiuvare il medico e il terapeuta nella analisi di quadri come l’intolleranza alimentare, la carenza di vitamine, la presenza di livelli ormonali ed enzimatici anomali, intossicazioni di origine alimentare o da metalli pesanti, l’analisi di virus, funghi e parassiti. Non solo è in grado di evidenziare la presenza di sostanze tossiche o di infestazione di funghi ( come per esempio i vari tipi di candida), ma ha la possibilità di contrastarli inviando all’organismo le frequenze contrarie.
Tutto questo solo per restare a livello fisico; con lo SCIO è però possibile spingersi oltre. Infatti, come gli organi del corpo hanno specifiche frequenze, così anche le emozioni, i chakra, i traumi fisici e psichici sono leggibili nel codice delle frequenze e trattabili: la matrice vivente registra, infatti, la memoria dei traumi e dei successivi adattamenti e quando un’emozione, una memoria o uno stress prolungato genera malessere e limita le potenzialità individuali, è all’interno della matrice vivente che il problema e la soluzione possono essere trovati. Qualsiasi approccio terapeutico che si focalizza solo su un aspetto o su un organo del corpo (che diventa in quel momento l’organo bersaglio di un’intossicazione o di uno squilibrio energetico più generale o più profondo) rischia di ottenere risultati parziali o una provvisoria eliminazione del sintomo, perché non coinvolge l’organismo nella sua interezza.

Il trattamento SCIO di biorisonanza, un valido aiuto per smettere di fumare

Partiamo dal principio che sei già al corrente degli effetti che produce il fumo sulla salute: cancro, disfunzioni cardiache e polmonari ed altro ancora…

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Con l’aiuto della terapia di “BIORISONANZA SCIO” hai una possibilità di riuscirci.
Cos’è la terapia di biorisonanza?
La terapia di biorisonanza appartiene al campo della guarigione sperimentata da molti anni, come l’agopuntura ed altri metodi di guarigione naturali . I principi più importanti della terapia di biorisonanza sono confermati dalle ultime ricerche della fisica quantistica e dalla biofisica. Il corpo produce frequenze elettromagnetiche che siamo in grado di misurare, quindi di indagare il corpo. La  frequenza di risonanza è caratterizzata da un’onda sinusoidale invisibile i cui picchi si ripetono nell’unità di tempo e che viaggia nello spazio alla velocità della luce. Lo SCIO prende il segnale del corpo, lo amplifica, lo manda al computer dove viene analizzato e riconosciuto nei  suoi eccessi o difetti e reimmesso nel corpo ricodificato, riabbassato e ridotto. Non si possono produrre energie superiori a quelle del corpo umano, si depurano i segnali dai disturbi e si amplifica il segnale pulito.

QUANTI TRATTAMENTI OCCORRONO?

Naturalmente dipende da caso a caso, un minimo di 3 trattamenti uniti alla volontà portano al successo del trattamento.

 

 

Biorisonanza SCIO Biofeedback Therapy

La medicina quantistica (o medicina quantica) prevede una terapia indolore senza controindicazioni. Il tutto si basa sulla biorisonanza quantistica
La medicina quantistica agisce direttamente sulla struttura molecolare del corpo
E’ opinione diffusa che la dinamica biologica sia interamente dominata da meccanismi chimici, da eventi molecolari che si susseguono in modo ordinato nel tempo e nello spazio. Sono stati messi in evidenza codici di riconoscimento tra le biomolecole (di cui il primo è stato il codice di riconoscimento tra le basi del DNA e amminoacidi) che mostrano come nella materia vivente le molecole non interagiscono a caso, ma secondo pattern ben definiti.
Ci si chiede quale possa essere il meccanismo fisico a lunga distanza tra le molecole, attraverso il quale partendo da distanze dell’ordine di decine di Angstrom le molecole giungano a colpo sicuro, senza mai sbagliare indirizzo, nel luogo giusto al momento giusto, per l’incontro ravvicinato di tipo chimico. Nell’ambito dei concetti noti della fisica, l’unico candidato per questo ruolo appare è il campo elettromagnetico, che è capace sia di interagire con le molecole, sia di operare a grandi distanze. L’esistenza dei codici di riconoscimento tra molecole implica perciò l’esistenza di un livello elettromagnetico della materia vivente che dialoga con il livello chimico assicurando che il traffico delle molecole sia ben ordinato.

Le molecole interagiscono reciprocamente grazie al campo elettromagnetico. La medicina quantica usa questi campi per ripristinare il corretto equilibrio interno.
La patologia che appare in prima istanza con un’anomalia della struttura molecolare del corpo rimanda in seconda istanza ad un disturbo della rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare. Perciò è possibile assumere due attitudini terapeutiche:
Intervenire direttamente sul livello chimico dell’organismo, fornendo sostanze chimiche adatte a rimuovere l’anomalia manifestata nella struttura molecolare.
Intervenire sul livello elettromagnetico rimuovendo il disturbo che sconvolge il traffico molecolare. Questo è il caso della medicina quantistica. L’approfondimento di queste tematiche della medicina quantistica può aprire orizzonti vastissimi alla comprensione della vita non solo su basi chimiche, ma anche su basi fisiche.
La medicina quantistica si basa sulle informazioni frequenziali
Il nostro organismo recepisce come energia sotto forma di informazioni frequenziali tutto ciò che esternamente influisce su di esso e, a sua volta, emette la suddetta energia quantistica.

Le nostre cellule emettono segnali a determinate frequenze. La medicina quantistica opera grazie a tali informazioni.
Ogni cellula, ogni organo, emette una sua particolare frequenza che può essere legata a strutture sane, oppure può essere generata da situazioni patologiche legate ad oscillazioni di disturbo. Tali informazioni frequenziali possono essere opportunamente captate dal corpo tramite elettrodi e successivamente studiate, rielaborate elettronicamente. La terapia di biorisonanza quantistica tende a ripristinare la funzionalità dell’organismo e dei suoi sistemi di regolazione: ciò avviene riducendo via via le oscillazioni patologiche fino alla loro completa eliminazione.
Poiché tutti i processi vitali sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche, preposte ai processi biochimici, la malattia può essere vista come un insieme di oscillazioni “malate” che conducono a regolazioni errate: la malattia prima di manifestarsi in sintomi corporei può essere ricercata in un disturbo delle oscillazioni frequenziali fisiologiche, disturbo sul quale si può intervenire tramite la controregolazione o il potenziamento.

I campi di applicazione della medicina quantistica
La medicina quantistica si applica principalmente alla cura delle allergie. L’allergia è causata da uno o più allergeni, ogni allergene è caratterizzato da una frequenza ben definita che può essere riconosciuta elettronicamente e neutralizzata attraverso un meccanismo “di picco inverso”. In più sedute si trasmettono al paziente le oscillazioni speculari riducendo via via le oscillazioni patologiche dell’allergene arrivando infine alla graduale riduzione ed eliminazione dell’allergia stessa.

La medicina quantistica sfrutta campi magnetici indotti su specifici punti del corpo.
La terapia si basa sull’utilizzo dei campi elettromagnetici di debole intensità e frequenza. E’ una terapia personalizzata che interagisce con le risposte rivelate dal corpo del paziente mirando anche a stimolare la capacità di autoguarigione dell’organismo. La terapia è indolore, non ha controindicazioni ed effetti collaterali.
Oltre che con le allergie i campi di applicazione sono: patologie osteo-mio articolari, trattamenti pre e postoperatori, patologie del metabolismo e del sistema endocrino, patologie neurologiche, rimozione dei blocchi energetici, riequilibrio energetico, trattamento delle geopatie, terapia del dolore, sindromi ansioso/depressive, intossicazioni da metalli pesanti, potenziamento del sistema immunitario, trattamento delle patologie infiammatori, trattamento delle dipendenze.

 

Ogni dolore fisico ha uno specifico significato emotivo

I dolori, principalmente muscolari e alle articolazioni, elencati di seguito sono, come ogni altro sintomo fisico, connessi ad una situazione dolorosa mentale ed emotiva. Questo non deve sorprendere più di tanto sia perché è da sempre risaputo fin dagli albori della medicina sia perché il corpo e la mente sono davvero un’unica entità che esprime e modella se stessa in rapporto con l’ambiente che la circonda.
Le spiegazioni fornite sono un invito ad indagare dentro di sé e scoprire che effettivamente quel dolore è sorto dopo un determinato fatto e che è il risultato di una cronicizzazione del pensiero/emozioni, che anziché fluire sono stati trattenuti più del dovuto creando delle contrazioni fisiche.
Le emozioni negative protratte nel tempo creano dei blocchi energetici che si somatizzano trasformandosi in disagi e quindi in malattie. Permettersi di sentire quella emozione e pensiero spiacevoli, mantenendo la presenza, portando la luce della consapevolezza dove l’ombra dell’ego aveva fatto la sua radice, è possibile sciogliere queste tensioni fisiche e mentali, rinnovando la propria vita.
Ogni tipo di dolore può essere direttamente connesso ad uno specifico stato emotivo. I dolori non sono altro che una manifestazione esterna del nostro stato emotivo: l’organismo può mostrarci il problema con esattezza, affinché sia possibile far sparire il dolore.
Dolore muscolare: rappresenta la difficile capacità di muoverci nella vita. Ci indica quanto siamo flessibili con le nostre esperienze nel lavoro, a casa e con noi stessi.
Mal di testa: limita il processo decisionale. Le emicranie compaiono quando viene presa una decisione, ma non si agisce. Cerca di radicarti e uscire dal pensiero ossessivo.
Dolore al collo: compare nelle persone che vivono uno stato di inflessibilità, rigidità, severità e autodisciplina. Cerca di lasciare andare questa severità: la vita è un gioco, passa del tempo con i bambini e gli animali che sono in grado di ricordarci la bellezza della vita.
Cervicale: chi soffre ripetutamente di questo particolare dolore tende ad essere dominato da un’attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali, questi, che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. Questi tipi di sofferenza si legano frequentemente a un eccessivo dominio del “mondo” della testa (razionale) sugli istinti.
Dolore alle gengive: è collegato a decisioni che non vuoi prendere o che non tolleri.
Dolore alle spalle: indica che ti stai facendo carico di una emozione, che appunto la stai “portando sulle spalle”. Non hai il controllo sulle situazioni e prendi con più leggerezza questo compito.
Mal di stomaco: si verifica quando “non hai digerito una situazione” e appunto ti è rimasta sullo stomaco. Lo stomaco è uno degli organi più sensibili e dove si somatizza di più. Molto probabilmente è una situazione in cui sei stato giudicato negativamente o comunque ha a che fare col rapporto emotivo con le altre persone.
Dolore alla parte superiore della schiena: senti la mancanza di supporto emozionale. Forse ti senti solo e che nessuno ti appoggia e ti vuole bene.
Dolore alla parte centrale della schiena (toracica): indica senso di colpa, paure inespresse, emozioni represse, odio e rancore. E’ la chiusura del cuore. Il nostro corpo, sotto l’effetto di una umiliazione, tende a “piegarsi” o meglio a “ripiegarsi” su noi stessi.
Dolore alla parte bassa della schiena (lombare): preoccupazioni economiche e senso di inadeguatezza e incertezza.

Dolore all’osso sacro: stai trascurando una situazione che deve essere sbloccata e risolta. Ha a che vedere con le radici quindi qualcosa di molto basilare e portante nella tua vita materiale.

Dolore al gomito: stai effettuando resistenza ad un cambiamento nella tua vita. Forse è giunto il momento di accettare le variazioni e i cambiamenti.

Dolore al polso: più di altre articolazioni, è coinvolto nei rapporti interpersonali (dare la mano) e denota l’equilibrio tra rigidità e flessibilità.

Dolore alle braccia: stai portando un grosso carico emozionale.

Dolore alle mani: non riusciamo a connetterci con gli altri. Forse, in senso figurato, non stiamo tendendo la mano al prossimo. Cerca di fare nuovi amici, ristabilisci le connessioni.

Dolore ai fianchi: paura di intraprendere nuovi cammini o immobilità nella propria vita. Può indicare che sei restio ai cambiamenti e al movimento.

Dolore articolare: così come i muscoli, le articolazioni sono flessibili. Apriti a nuovi modi di pensare, nuove lezioni di vita ed esperienze.

Dolore alle ginocchia: possono indicare problemi nelle relazioni con gli altri. Può indicare anche l’impossibilità di adattarsi agli altri. Può esprimere il grande disagio a vivere delle situazioni umilianti: rifiuto di sottomettersi (“incapacità di inginocchiarsi”).

Mal di denti: non ti piace una determinata situazione in cui ti trovi, forse tuo malgrado.

Dolore alle caviglie: non ci concediamo il diritto al piacere. Forse è tempo di essere più tolleranti con se stessi.

Dolore che causa stanchezza: indica noia, resistenza ed apatia. Cerca di aprirti a nuove esperienze.

Dolore ai piedi: indica depressione, paura ad avanzare, mancanza di radicamento e di concretezza. I piedi sono un organo che ha più di 7000 connessioni nervose con tutto il corpo.

Se la negatività mentale stimola il dolore fisico, viceversa il piacere fisico stimola l’espansione, il rilassamento ed il benessere. Quindi cerchiamo di attrarre situazioni piacevoli nella nostra vita, cosa che uno stato mentale negativo non può permettere. Abbandoniamo le vecchie abitudini e condizionamenti ricevuti, lasciamo andare i traumi e riscopriamo la meraviglia e la bellezza che sono proprio qui, oltre il sonno della coscienza.

Per chi si vuole bene: micoterapia per tutti

Sebbene ancora poco conosciuta in Italia, la cura con i funghi – o micoterapia – è una disciplina antica, con quasi 5 mila anni di storia alle spalle.

Negli ultimi decenni ha ottenuto anche la consacrazione della scienza, che ne ha riconosciuto le enormi potenzialità.

I funghi, infatti, sono in grado di mantenere l’organismo in equilibrio e in salute e, quando c’è qualche problema o malattia, di ripristinare lo stato di benessere.

Ecco come funzionano.

Un sapere antico

I funghi medicinali sono rimedi le cui proprietà benefiche per l’organismo sono conosciute e apprezzate fin dall’antichità, tanto da essere diventati i protagonisti di una medicina naturale oggi riconosciuta in tutto il mondo: la micoterapia.

La cura con i funghi

La micoterapia è la scienza che studia e utilizza le proprietà biologiche dei funghi per migliorare la salute dell’uomo, esattamente come fa la fitoterapia con le piante. Essa si basa su un presupposto fondamentale: lo stesso ruolo essenziale che i funghi esercitano sull’equilibrio del mondo esterno lo possono ricoprire anche nell’equilibrio dell’organismo se usati con sapienza.
 In natura, infatti, i funghi crescono ovunque, sulle montagne, nei boschi, nei prati perché sono essenziali per la depurazione e la trasformazione dei resti vegetali e animali. Senza di loro, l’ambiente rischierebbe di trasformarsi in un’enorme “discarica”, fonte di infezioni anche letali.

Gli stessi compiti li svolgono una volta assorbiti dall’organismo: grazie a sofisticati meccanismi disintossicanti, ripuliscono i nostri organi e tessuti e favoriscono il recupero di molti equilibri interni.

Una scienza apprezzata già nell’antichità

Anche se in Italia sono ancora poco conosciuti, i funghi non sono rimedi moderni. Nella medicina tradizionale cinese sono impiegati da più di 4mila anni. Sono citati già nel primo manuale di medicina cinese, la cui origine è attribuita all’imperatore cinese Shennong, vissuto intorno al 2800 A.C. Anche il “Grande libro delle erbe medicinali” (Pen-Ts’ao Kang-Mu), scritto verso la fine del 1500 da Li Shizhen, considerato il più grande medico cinese, parla di questi rimedi, in particolare del Reishi e dello Shiitake. Per esempio, il Reishi viene descritto come fungo in grado tonificare l’energia psicofisica “Qi” e l’energia del sangue e del cuore “Xue”, di nutrire e tonificare lo stomaco, il pancreas, la milza, l’intestino, il metabolismo, il fegato, l’apparato renale e i polmoni, di eliminare gli accumuli di tossine, di disperdere il muco, di contrastare la tosse dovuta al freddo. Il per le sue innumerevoli virtù veniva pagato a peso d’oro, tanto Reishi tanto oro.

Lo Shiitake nel 1500 era noto per la sua straordinaria efficacia sulle malattie delle vie respiratorie, la febbre, le malattie infettive e intestinali, che erano particolarmente temibili in quel periodo in cui non esistevano né antibiotici, né farmaci contro la febbre. Lo Shiitake proteggeva brillantemente da queste malattie.

Nella antica Cina l’Hericium era utilizzato per curare la gastrite, di cui era una soluzione efficace contro l’infiammazione e il dolore, in grado di restituire allo stomaco la capacità di digerire bene. Il cibo non ristagna, il gonfiore si riduce e poi scompare.

l’Agaricus blazei Murril (o ABM)  é stato scoperto in una popolazione di una zona del Brasile, più sana e longeva del resto del paese.

L’Auricularia è molto utilizzato nella tradizione (MTC), da più di mille anni per il cuore e la psiche, l’intestino, emorroidi, l’eccessivo sanguinamento uterino e per per idratare la pelle e le mucose, per la secchezza degli occhi e per la tosse secca.

Il Maitake anticamente ha sempre avuto un posto di primo piano, infatti il suo nome di “fungo danzante” indica la gioia di chi lo trovava. Veniva scambiato a peso d’argento.

Polyporus nella Medicina Tradizionale Cinese è utilizzato da 4000 anni ed è apprezzato come potente diuretico naturale. Il più antico manuale cinese di erboristeria e alimentazione del 2800 a.C. (ShenNong BenCaoJing) descrive l’eliminazione della ritenzione idrica, degli edemi e l’utilità nelle malattie renali.

Di qualche altro fungo come il Coprinus e il Pleurotus non è noto un utilizzo nelle tradizionali medicine antiche. Pur essendo stati scoperti solo nel secolo scorso, hanno destato l’interesse degli scienziati per i loro effetti benefici.

La consacrazione moderna

Con il tempo, i funghi medicinali sono usciti dai confini asiatici e si sono diffusi un po’ ovunque. Negli ultimi 50 anni, poi, hanno conosciuto un vero e proprio boom. Tutto merito delle ricerche condotte con tecnologie via via più sofisticate, che hanno iniziato a dimostrare senza più alcuna ombra di dubbio quello che gli antichi sapevano e descrivevano già ai tempi delle piramidi. Recentemente, per esempio, si è scoperto che il Reishi contiene molecole di acido ganoderico, un efficace antinfiammatorio, che ha un’elevata efficacia paragonabile a quella del cortisone e del Voltaren.

Viene regolarmente usato negli Ospedali, per studi di confronto con i farmaci, nei paesi orientali e in Giappone. Risultati molto interessanti in Cardiologia, ma non solo ad esempio nelle malattie renali. Gli stessi risultati che ne dimostrano i grandi benefici in Cardiologia li ha ottenuti il Cordyceps era molto apprezzato per rinvigorire l’energia di tutto l’organismo nel Tibet e nella Cina antica.

Il Reishi ha dimostrato grande utilità contro tutti i disturbi femminili della menopausa, ma anche della fase fertile.

L’Agaricus blazei Murril (o ABM) grazie agli studi di un gruppo di ricercatori dell’Università di Oslo ha dimostrato una notevolissima efficacia nel rafforzare le difese immunitarie e nella difesa dell’organismo da virus, batteri e candida. Da questi ricercatori viene considerato “un’alternativa agli antibiotici” (Bernardshaw, 2006).

L’Auricularia ha rivelato ai ricercatori l’ottimo effetto anche rasserenante e ansiolitico, contro l’insonnia, l’ansia e le malattie psicosomatiche come ad esempio la gastrite, la colite e altre ancora.

Il Coprinus ha cominciato a destare l’interesse dei ricercatori, dal 1934, da quando i ricercatori hanno scoperto la sua importante azione ipoglicemizzante, aprendo la strada a molti altri studi che hanno confermato la sua azione benefica sul diabete. (Bailey CJ, 1984; Han C, 2006).

Il Cordyceps contiene l’Adenosina, molecola presente nelle nostre cellule in grado di produrre vasodilatazione utile per le coronarie e per la prevenzione delle malattie cardiache.

L’Hericium contiene due sostanze (Hericenone, Hericene) che stimola il fattore di crescita dei nervi il GNF, che si trova nei neuroni in forma inattiva come la ruota di scorta di un’automobile. L’Hericium attivando il GNF, potenzia e rende più continua la manutenzione delle cellule nervose, sostituendo prontamente con parti nuove i componenti che ininterrottamente vengono danneggiati. Il GNF è la scoperta fatta dalla prof.ssa Levi Montalcini, che le ha fatto conseguire il Premio Nobel per la Medicina 1986.

Il Maitake ha creato un enorme interesse per la sua azione brucia-grassi, per la sua capacità di rendere il fisico snello.

Il Pleurotus molto studiato a partire dagli anni 1980 ha dimostrato di ridurre Colesterolo totale e il colesterolo cattivo LDL e di aumentare il colesterolo buono HDL. Elimina i grassi accumulati nel fegato sulle pareti delle arterie, evitando la formazione di nuove placche sulle arterie. Ma non solo anche riduce le placche già formate. (Bobek P, 1999)

Il Polyporus oltre che per la conferma della sua funzione di protezione del rene e della sua capacità diuretica, ha creato interesse per la sua capacità di favorire la ricrescita dei capelli. (Ishida H, 1999; Inaoka Y, 1994)

Gli scienziati scoprono che, in due zone del Giappone in cui la salute della popolazione è migliore del resto del paese e le malattie sono molto minori, lo Shiitake è comunemente usato nell’alimentazione. A questo punto lo Shiitake si diffonde a macchia d’olio in tutto il paese ed anche fuori dai confini del Giappone, negli altri paesi. Un suo estratto è un farmaco autorizzato dal Ministero della salute del Giappone dal 1976, regolarmente utilizzato in Ospedale in Giappone.

Sempre più usati

Negli ultimi dieci anni l’utilizzo dei funghi medicinali ha subito una notevole impennata. Oggi si calcola che nel mondo nove-dieci milioni di persone si affidino ai funghi curativi con regolarità. In paesi come Cina, Giappone e Corea, i funghi sono usati abitualmente anche per il trattamento di malattie importanti.

Potenti integratori nutraceutici

In Oriente, i funghi sono apprezzati al punto da essere diventati fra i protagonisti assoluti anche dell’alimentazione. Del resto, la cucina tradizionale cinese e quella giapponese, che da sempre cercano di coniugare salute e sapore, non potevano ignorare le loro innumerevoli virtù. Proprio alla luce della loro capacità di migliorare la salute del cuore e del fegato, di potenziare le difese immunitarie, di rafforzare l’energia e di potenziare la mente – solo per citarne alcune – i funghi sono diventati gli ingredienti principali di molti piatti, insieme ai vegetali e alle erbe aromatiche.

Oggi, gli alimenti che, come i funghi, hanno un’attività farmacologica e un’azione positiva sulla salute umana sono definiti con un termine ben preciso: nutraceutici. Sono nutraceutici, per esempio, i fitosteroli, sostanze naturali presenti in molti alimenti tipici della dieta mediterranea, come i cereali, gli oli e la frutta, che agiscono riducendo l’assorbimento del colesterolo. E sono nutraceutici i funghi, che generano una serie di effetti benefici sull’organismo.

Sono prodotti sicuri

I funghi utilizzati nella micoterapia non sono quelli che crescono spontanei nei boschi, ma sono coltivati in apposite aziende agricole, rispettando rigorosi standard di qualità e sicurezza. Questo garantisce la totale assenza di pesticidi, di metalli pesanti, di germi patogeni e la purezza al 100%.

Non sono nocivi

I funghi hanno una cattiva fama: quella di essere tossici e di nuocere al fegato. In realtà, è esattamente il contrario: essi danno risultati eccellenti nella cura di tutte le malattie del fegato, comprese le epatiti. Nei funghi medicinali non è presente alcuna tossina: oggi conosciamo le centinaia di sostanze presenti in questi rimedi e sono tutte benefiche.

In chiave preventiva

Se possibile, i rimedi andrebbero utilizzati in chiave preventiva, ossia prima ancora che compaiano le malattie. In questo modo riescono a esprimere al meglio il loro potenziale, smaltiscono le tossine dal fegato e dal sangue, donano più energia psicofisica, serenità, migliorano il sonno, potenziano le difese immunitarie, mantengono più giovani e sane le arterie, il cuore e di conseguenza tutto l’organismo è più in salute. Tuttavia, sono efficaci anche in chiave curativa (in genere a dosaggi più elevati), per favorire la guarigione da una malattia già presente.

Chi non se la sente di assumerli a tempo indeterminato può anche fare dei cicli di tre mesi, per esempio nei periodi di maggiore stress, come nei cambi di stagione. Occorre sapere, però, che in questo caso i benefici saranno minori.

Ci vuole un po’ di pazienza

La micoterapia non è indicata a chi vuole tutto e subito: serve del tempo perché i rimedi e l’organismo entrino in sinergia e inizino a “collaborare”, ricreando equilibrio, salute e benessere. Il primo mese si occupano soprattutto di depurare, come una brava casalinga e questo dà un’iniziale benessere, dal secondo e terzo mese come bravi artigiani (idraulici, falegnami, muratori o imbianchini) sostituiscono i pezzi logorati e malandati con pezzi nuovi. I pezzi logorati che creano i sintomi di malattia, vengono un po’ alla volta eliminati, e i tessuti si rigenerano. Compaiono cellule nuove, rigenerate, le parti (o i sistemi dell’organismo) tornano ad essere più sane, ritrovano migliore energia. Le funzioni si rinnovano e tornano al loro funzionamento precedente alla malattia. Naturalmente più le malattie sono di vecchia data e più è necessario tempo per riavviare questo processo di depurazione e di manutenzione. Al contrario tuttavia, soprattutto quando l’organismo è meno in difficoltà, in due o tre settimane si possono già cominciare a captare i primi segnali di miglioramento.