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Che cos’è la medicina quantistica: intervista a Piergiorio Spaggiari

Che cos’è la medicina quantistica: intervista a Piergiorio Spaggiari
Scritto da: Redazione Scienza e Conoscenza | Medicina Quantistica e Bioenergetica

 

Piergiorgio Spaggiari, fisico e medico, già docente universitario e ricercatore del CNR, nonché già direttore generale di importanti aziende ospedaliere della regione Lombardia (Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, Azienda Ospedaliera Valtellina Val Chiavenna, Azienda Ospedaliera della provincia di Lodi, Azienda Ospedaliera di Cremona).

Nell’agosto del 2001 il prof. Spaggiari viene invitato in Cina, dove tiene una serie di relazioni e conferenze magistrali: Il Primo Ospedale  del Popolo lo nomina “Professore honoris causa” nel proprio staff di Primari. Analogamente, nell’ottobre 2007, mentre è direttore Generale a Lodi, Spaggiari viene insignito della Laurea Honoris Causa dell’Università di Odessa: a motivo delle sue ricerche, sperimentazioni e risultati nell’impegno di campi elettromagnetici ultra deboli per la terapia di alcune patologie. È un luminare e un divulgatore di fama internazionale sui nuovi paradigmi della medicina.

Lo abbiamo incontrato telefonicamente per farci spiegare i meccanismi e gli aspetti biofisici del corpo umano che vanno a integrare la visione biochimica alla base della medicina tradizionale, aprendo prospettive di diagnosi e di cura sempre più complete, integrate e olistiche.

Le sensazionali scoperte della fisica quantistica stanno lentamente facendosi spazio nella cultura umana occidentale e nei suoi vari ambiti scientifici e applicazioni. Anche la medicina è stata interessata da questo fenomeno. Se dovesse farci una panoramica generale come si potrebbe riassumere questa rivoluzione in atto?
A partire dalla scoperta della Risonanza Magnetica Nucleare, oggi è dimostrato che immergendo un corpo umano all’interno di un campo magnetico ottenuto dalla somma di un campo magnetico permanente ed un campo magnetico variabile, le cellule dell’organismo ubbidiscono alle sollecitazioni del campo magnetico generato.
Il comportamento è analogo per tutti gli esseri viventi: vegetali, animali, uomo e donna. Si tratta di una grandissima scoperta, in quanto prima si riteneva che la medicina fosse unicamente basata su reazioni di tipo biochimico mentre così si è dimostrato che le cellule sono soggette anche a reazioni di tipo biofisico.
Per capire bene di cosa si tratta desidero fare un’analisi semantica della terminologia “Risonanza Magnetica Nucleare”.
Il termine “Nucleare”: è relativo allo studio del comportamento del nucleo di idrogeno, ci si può chiedere per quale motivo l’idrogeno. La spiegazione è che, siccome il nostro organismo è fatto di acqua e l’acqua è presente in tutti gli apparati del corpo umano, l’idrogeno è presente anche nella cellula e fuori dalla cellula.
Il termine “Magnetico”: è relativo alla presenza del campo elettromagnetico generato (somma di un campo elettromagnetico permanente ed uno variabile)
Il Termine “Risonanza”: indica che le cellule risuonano, obbediscono a sollecitazioni di campo elettromagnetico esterno.
La Risonanza magnetica Nucleare è lo strumento più importante, nella diagnostica, in quanto ci permette di avere immagini meravigliose sull’apparato scheletrico, sulle parti molli, sugli apparati vascolari, sul sistema nervoso e sul cervello e tutto ciò attraverso sollecitazioni e variazioni di campi elettromagnetici.

Partendo dalla Risonanza Magnetica Nucleare e dal suo funzionamento, che lei ci ha così ben spiegato, si arriva anche a comprendere i meccanismi e le basi scientifiche di alcune medicine non convenzionali, come ad esempio l’omeopatia?
La dimostrazione che noi abbiamo fatto sulla risonanza magnetica nucleare può aprire la mente per farci comprendere e giustificare alcuni fenomeni delle medicine non convenzionali che non riuscivamo a capire fino in fondo.
Mi spiegherò con un esempio: il farmaco omeopatico è ottenuto dalla diluizione in acqua di sostanze chimiche al di là del numero di Avogadro, che come tutti sanno è una legge fondamentale della chimica, che dimostra che al di sopra di tale limite non esiste più presenza nell’acqua della sostanza di partenza. Quindi sembrerebbe che il prodotto omeopatico così ottenuto, non contenendo più nessuna sostanza, come dice qualche importantissimo farmacologo italiano,  sia acqua fresca.
Ci si può domandare quindi quale può essere l’effetto curativo di un prodotto omeopatico. Ricorrerò alla scoperta di Einstein che ha dimostrato che qualunque sostanza che ha massa, ha anche energia; ovvero esiste il principio di dualità tra massa ed energia; ecco qual è la spiegazione, nella sostanza omeopatica non abbiamo più la presenza della massa di partenza ma nell’acqua (al di là del numero di Avogadro) è rimasta l’energia sottesa a quella massa, e quindi i domini di coerenza dell’acqua sono stati influenzati da quell’energia che è rimasta in memoria nella struttura dell’acqua. Il rimedio omeopatico andrà ad influenzare l’organo che oscillerà alla stessa frequenza del rimedio, per Bio-risonanza.

Abbiamo parlato di risonanza, di frequenza, di energia: si sta affacciando sulla scena della medicina una nuova visione dell’essere umano?
La cosa nuova che scaturisce da tutto quello che abbiamo detto sino ad ora è che ogni organo del corpo umano risuona su una precisa gamma di frequenza.
I concetti che abbiamo espresso ci permettono di affermare che ogni organo al di là delle differenze strutturali, anatomiche, fisiologiche e patologiche, è in grado di risuonare quando viene sollecitato da campi elettromagnetici esterni.   In altri paesi questi aspetti di medicina quantistica o di Bio-risonanza, si stanno sviluppando in ambito accademico e sono già riconosciuti dai sistemi sanitari di quei paesi, come la Germania, l’Inghilterra ed altri ancora. Nel nostro paese questi aspetti suscitano ancora diffidenza nell’ambito sanitario, nonostante siano sempre più attive nuove opportunità e nuove tendenze.

Oltre alla risonanza magnetica nucleare, ci sono altri strumenti diagnostici e terapeutici che lei utilizza nel suo lavoro e che sfruttano i principi della biofisica?
Assolutamente si, per quanto riguarda la terapia, io utilizzo una macchina di Risonanza Ciclotronica che è stata sviluppata da alcuni fisici italiani e che si basa su una legge di un fisico russo, Liboff, li quale ha scoperto un principio che permette alla cellula dell’organismo umano di riassorbire ioni che la cellula stessa può perdere quando le cellule vengono immerse in un campo magnetico permanente ultra debole al quale viene sommato un campo magnetico variabile la cui frequenza è pari alla frequenza di rotazione dello ione che deve essere riassorbito. L’intensità dei campi è una intensità molto bassa dell’ordine di grandezza del campo elettromagnetico terrestre.

Un apparecchio sia diagnostico che terapeutico talvolta utilizzato dai medici non convenzionali è quello dell’EAV (elettroagopuntura di Voll). Esso rappresenta una sintesi eccellente tra conoscenze delle medicine tradizionali orientali e tecnologia occidentale. Si tratta di una apparecchiatura efficace secondo lei?
Si tratta di un’apparecchiatura molto utilizzata in diversi paesi e anche in Italia, ma che funziona in base a meccanismi un po’ diversi rispetto a quelli sopra citati: si tratta di fornire energia o sottrarla ai punti dell’agopuntura tradizionale cinese e in altri punti individuati dallo stesso Voll, al fine di curare determinate patologie. Così come sono stati dimostrati gli effetti positivi dell’agopuntura lo sono quelli dell’elettroagopuntura.

L’interazione tra membrane cellulari e campi magnetici ELF (extremely low frequency) è assodata in biofisica. Quali sono le sue conseguenze più rilevanti in medicina?
I campi elettromagnetici in cui siamo ormai siamo costantemente immersi ci fanno ammalare?
Come abbiamo detto gli esseri umani sono circuiti risonanti e quindi possono risuonare su campi elettromagnetici che possono comportare effetti negativi oppure possono risuonare su campi elettromagnetici favorevoli e quindi con effetti positivi.
È indubbio che campi elettromagnetici di frequenze molto elevate quali i campi elettromagnetici di emittenti radiofoniche, televisive, ripetitori, telefonini, sistemi di trasmissione elettrica ad alta tensione, possono influire negativamente sulla salute degli esseri viventi e quindi è consigliabile avere particolare attenzione a non essere soggetti ad intensità di campo così elevate per tempi relativamente lunghi.
Oggi i telefoni cellulari funzionano anche in galleria o in miniere, possiamo immaginare cosa possono fare al nostro cervello questi campi che oltrepassano le montagne quando li teniamo serrati al nostro orecchio. D’altra parte è vero che di certa tecnologia non possiamo più fare a meno: lo strumento che abbiamo a disposizione per difenderci dagli effetti negativi dei campi elettromagnetici è la conoscenza e la consapevolezza.
Quello che possiamo fare è mettere in campo tutte le strategie che abbiamo per difenderci: ovvero utilizzare il vivavoce o gli auricolari per il telefonino, non mettere a disposizione dei bambini i telefoni cellulari, evitare i collegamenti wireless, fare sì che la nostra casa e i luoghi di lavoro siano ambienti sani e privi di inquinamento elettromagnetico.

Biorisonanza SCIO Biofeedback Therapy

La medicina quantistica (o medicina quantica) prevede una terapia indolore senza controindicazioni. Il tutto si basa sulla biorisonanza quantistica
La medicina quantistica agisce direttamente sulla struttura molecolare del corpo
E’ opinione diffusa che la dinamica biologica sia interamente dominata da meccanismi chimici, da eventi molecolari che si susseguono in modo ordinato nel tempo e nello spazio. Sono stati messi in evidenza codici di riconoscimento tra le biomolecole (di cui il primo è stato il codice di riconoscimento tra le basi del DNA e amminoacidi) che mostrano come nella materia vivente le molecole non interagiscono a caso, ma secondo pattern ben definiti.
Ci si chiede quale possa essere il meccanismo fisico a lunga distanza tra le molecole, attraverso il quale partendo da distanze dell’ordine di decine di Angstrom le molecole giungano a colpo sicuro, senza mai sbagliare indirizzo, nel luogo giusto al momento giusto, per l’incontro ravvicinato di tipo chimico. Nell’ambito dei concetti noti della fisica, l’unico candidato per questo ruolo appare è il campo elettromagnetico, che è capace sia di interagire con le molecole, sia di operare a grandi distanze. L’esistenza dei codici di riconoscimento tra molecole implica perciò l’esistenza di un livello elettromagnetico della materia vivente che dialoga con il livello chimico assicurando che il traffico delle molecole sia ben ordinato.

Le molecole interagiscono reciprocamente grazie al campo elettromagnetico. La medicina quantica usa questi campi per ripristinare il corretto equilibrio interno.
La patologia che appare in prima istanza con un’anomalia della struttura molecolare del corpo rimanda in seconda istanza ad un disturbo della rete elettromagnetica di controllo del traffico molecolare. Perciò è possibile assumere due attitudini terapeutiche:
Intervenire direttamente sul livello chimico dell’organismo, fornendo sostanze chimiche adatte a rimuovere l’anomalia manifestata nella struttura molecolare.
Intervenire sul livello elettromagnetico rimuovendo il disturbo che sconvolge il traffico molecolare. Questo è il caso della medicina quantistica. L’approfondimento di queste tematiche della medicina quantistica può aprire orizzonti vastissimi alla comprensione della vita non solo su basi chimiche, ma anche su basi fisiche.
La medicina quantistica si basa sulle informazioni frequenziali
Il nostro organismo recepisce come energia sotto forma di informazioni frequenziali tutto ciò che esternamente influisce su di esso e, a sua volta, emette la suddetta energia quantistica.

Le nostre cellule emettono segnali a determinate frequenze. La medicina quantistica opera grazie a tali informazioni.
Ogni cellula, ogni organo, emette una sua particolare frequenza che può essere legata a strutture sane, oppure può essere generata da situazioni patologiche legate ad oscillazioni di disturbo. Tali informazioni frequenziali possono essere opportunamente captate dal corpo tramite elettrodi e successivamente studiate, rielaborate elettronicamente. La terapia di biorisonanza quantistica tende a ripristinare la funzionalità dell’organismo e dei suoi sistemi di regolazione: ciò avviene riducendo via via le oscillazioni patologiche fino alla loro completa eliminazione.
Poiché tutti i processi vitali sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche, preposte ai processi biochimici, la malattia può essere vista come un insieme di oscillazioni “malate” che conducono a regolazioni errate: la malattia prima di manifestarsi in sintomi corporei può essere ricercata in un disturbo delle oscillazioni frequenziali fisiologiche, disturbo sul quale si può intervenire tramite la controregolazione o il potenziamento.

I campi di applicazione della medicina quantistica
La medicina quantistica si applica principalmente alla cura delle allergie. L’allergia è causata da uno o più allergeni, ogni allergene è caratterizzato da una frequenza ben definita che può essere riconosciuta elettronicamente e neutralizzata attraverso un meccanismo “di picco inverso”. In più sedute si trasmettono al paziente le oscillazioni speculari riducendo via via le oscillazioni patologiche dell’allergene arrivando infine alla graduale riduzione ed eliminazione dell’allergia stessa.

La medicina quantistica sfrutta campi magnetici indotti su specifici punti del corpo.
La terapia si basa sull’utilizzo dei campi elettromagnetici di debole intensità e frequenza. E’ una terapia personalizzata che interagisce con le risposte rivelate dal corpo del paziente mirando anche a stimolare la capacità di autoguarigione dell’organismo. La terapia è indolore, non ha controindicazioni ed effetti collaterali.
Oltre che con le allergie i campi di applicazione sono: patologie osteo-mio articolari, trattamenti pre e postoperatori, patologie del metabolismo e del sistema endocrino, patologie neurologiche, rimozione dei blocchi energetici, riequilibrio energetico, trattamento delle geopatie, terapia del dolore, sindromi ansioso/depressive, intossicazioni da metalli pesanti, potenziamento del sistema immunitario, trattamento delle patologie infiammatori, trattamento delle dipendenze.

 

Ogni dolore fisico ha uno specifico significato emotivo

I dolori, principalmente muscolari e alle articolazioni, elencati di seguito sono, come ogni altro sintomo fisico, connessi ad una situazione dolorosa mentale ed emotiva. Questo non deve sorprendere più di tanto sia perché è da sempre risaputo fin dagli albori della medicina sia perché il corpo e la mente sono davvero un’unica entità che esprime e modella se stessa in rapporto con l’ambiente che la circonda.
Le spiegazioni fornite sono un invito ad indagare dentro di sé e scoprire che effettivamente quel dolore è sorto dopo un determinato fatto e che è il risultato di una cronicizzazione del pensiero/emozioni, che anziché fluire sono stati trattenuti più del dovuto creando delle contrazioni fisiche.
Le emozioni negative protratte nel tempo creano dei blocchi energetici che si somatizzano trasformandosi in disagi e quindi in malattie. Permettersi di sentire quella emozione e pensiero spiacevoli, mantenendo la presenza, portando la luce della consapevolezza dove l’ombra dell’ego aveva fatto la sua radice, è possibile sciogliere queste tensioni fisiche e mentali, rinnovando la propria vita.
Ogni tipo di dolore può essere direttamente connesso ad uno specifico stato emotivo. I dolori non sono altro che una manifestazione esterna del nostro stato emotivo: l’organismo può mostrarci il problema con esattezza, affinché sia possibile far sparire il dolore.
Dolore muscolare: rappresenta la difficile capacità di muoverci nella vita. Ci indica quanto siamo flessibili con le nostre esperienze nel lavoro, a casa e con noi stessi.
Mal di testa: limita il processo decisionale. Le emicranie compaiono quando viene presa una decisione, ma non si agisce. Cerca di radicarti e uscire dal pensiero ossessivo.
Dolore al collo: compare nelle persone che vivono uno stato di inflessibilità, rigidità, severità e autodisciplina. Cerca di lasciare andare questa severità: la vita è un gioco, passa del tempo con i bambini e gli animali che sono in grado di ricordarci la bellezza della vita.
Cervicale: chi soffre ripetutamente di questo particolare dolore tende ad essere dominato da un’attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali, questi, che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. Questi tipi di sofferenza si legano frequentemente a un eccessivo dominio del “mondo” della testa (razionale) sugli istinti.
Dolore alle gengive: è collegato a decisioni che non vuoi prendere o che non tolleri.
Dolore alle spalle: indica che ti stai facendo carico di una emozione, che appunto la stai “portando sulle spalle”. Non hai il controllo sulle situazioni e prendi con più leggerezza questo compito.
Mal di stomaco: si verifica quando “non hai digerito una situazione” e appunto ti è rimasta sullo stomaco. Lo stomaco è uno degli organi più sensibili e dove si somatizza di più. Molto probabilmente è una situazione in cui sei stato giudicato negativamente o comunque ha a che fare col rapporto emotivo con le altre persone.
Dolore alla parte superiore della schiena: senti la mancanza di supporto emozionale. Forse ti senti solo e che nessuno ti appoggia e ti vuole bene.
Dolore alla parte centrale della schiena (toracica): indica senso di colpa, paure inespresse, emozioni represse, odio e rancore. E’ la chiusura del cuore. Il nostro corpo, sotto l’effetto di una umiliazione, tende a “piegarsi” o meglio a “ripiegarsi” su noi stessi.
Dolore alla parte bassa della schiena (lombare): preoccupazioni economiche e senso di inadeguatezza e incertezza.

Dolore all’osso sacro: stai trascurando una situazione che deve essere sbloccata e risolta. Ha a che vedere con le radici quindi qualcosa di molto basilare e portante nella tua vita materiale.

Dolore al gomito: stai effettuando resistenza ad un cambiamento nella tua vita. Forse è giunto il momento di accettare le variazioni e i cambiamenti.

Dolore al polso: più di altre articolazioni, è coinvolto nei rapporti interpersonali (dare la mano) e denota l’equilibrio tra rigidità e flessibilità.

Dolore alle braccia: stai portando un grosso carico emozionale.

Dolore alle mani: non riusciamo a connetterci con gli altri. Forse, in senso figurato, non stiamo tendendo la mano al prossimo. Cerca di fare nuovi amici, ristabilisci le connessioni.

Dolore ai fianchi: paura di intraprendere nuovi cammini o immobilità nella propria vita. Può indicare che sei restio ai cambiamenti e al movimento.

Dolore articolare: così come i muscoli, le articolazioni sono flessibili. Apriti a nuovi modi di pensare, nuove lezioni di vita ed esperienze.

Dolore alle ginocchia: possono indicare problemi nelle relazioni con gli altri. Può indicare anche l’impossibilità di adattarsi agli altri. Può esprimere il grande disagio a vivere delle situazioni umilianti: rifiuto di sottomettersi (“incapacità di inginocchiarsi”).

Mal di denti: non ti piace una determinata situazione in cui ti trovi, forse tuo malgrado.

Dolore alle caviglie: non ci concediamo il diritto al piacere. Forse è tempo di essere più tolleranti con se stessi.

Dolore che causa stanchezza: indica noia, resistenza ed apatia. Cerca di aprirti a nuove esperienze.

Dolore ai piedi: indica depressione, paura ad avanzare, mancanza di radicamento e di concretezza. I piedi sono un organo che ha più di 7000 connessioni nervose con tutto il corpo.

Se la negatività mentale stimola il dolore fisico, viceversa il piacere fisico stimola l’espansione, il rilassamento ed il benessere. Quindi cerchiamo di attrarre situazioni piacevoli nella nostra vita, cosa che uno stato mentale negativo non può permettere. Abbandoniamo le vecchie abitudini e condizionamenti ricevuti, lasciamo andare i traumi e riscopriamo la meraviglia e la bellezza che sono proprio qui, oltre il sonno della coscienza.

Per chi si vuole bene: micoterapia per tutti

Sebbene ancora poco conosciuta in Italia, la cura con i funghi – o micoterapia – è una disciplina antica, con quasi 5 mila anni di storia alle spalle.

Negli ultimi decenni ha ottenuto anche la consacrazione della scienza, che ne ha riconosciuto le enormi potenzialità.

I funghi, infatti, sono in grado di mantenere l’organismo in equilibrio e in salute e, quando c’è qualche problema o malattia, di ripristinare lo stato di benessere.

Ecco come funzionano.

Un sapere antico

I funghi medicinali sono rimedi le cui proprietà benefiche per l’organismo sono conosciute e apprezzate fin dall’antichità, tanto da essere diventati i protagonisti di una medicina naturale oggi riconosciuta in tutto il mondo: la micoterapia.

La cura con i funghi

La micoterapia è la scienza che studia e utilizza le proprietà biologiche dei funghi per migliorare la salute dell’uomo, esattamente come fa la fitoterapia con le piante. Essa si basa su un presupposto fondamentale: lo stesso ruolo essenziale che i funghi esercitano sull’equilibrio del mondo esterno lo possono ricoprire anche nell’equilibrio dell’organismo se usati con sapienza.
 In natura, infatti, i funghi crescono ovunque, sulle montagne, nei boschi, nei prati perché sono essenziali per la depurazione e la trasformazione dei resti vegetali e animali. Senza di loro, l’ambiente rischierebbe di trasformarsi in un’enorme “discarica”, fonte di infezioni anche letali.

Gli stessi compiti li svolgono una volta assorbiti dall’organismo: grazie a sofisticati meccanismi disintossicanti, ripuliscono i nostri organi e tessuti e favoriscono il recupero di molti equilibri interni.

Una scienza apprezzata già nell’antichità

Anche se in Italia sono ancora poco conosciuti, i funghi non sono rimedi moderni. Nella medicina tradizionale cinese sono impiegati da più di 4mila anni. Sono citati già nel primo manuale di medicina cinese, la cui origine è attribuita all’imperatore cinese Shennong, vissuto intorno al 2800 A.C. Anche il “Grande libro delle erbe medicinali” (Pen-Ts’ao Kang-Mu), scritto verso la fine del 1500 da Li Shizhen, considerato il più grande medico cinese, parla di questi rimedi, in particolare del Reishi e dello Shiitake. Per esempio, il Reishi viene descritto come fungo in grado tonificare l’energia psicofisica “Qi” e l’energia del sangue e del cuore “Xue”, di nutrire e tonificare lo stomaco, il pancreas, la milza, l’intestino, il metabolismo, il fegato, l’apparato renale e i polmoni, di eliminare gli accumuli di tossine, di disperdere il muco, di contrastare la tosse dovuta al freddo. Il per le sue innumerevoli virtù veniva pagato a peso d’oro, tanto Reishi tanto oro.

Lo Shiitake nel 1500 era noto per la sua straordinaria efficacia sulle malattie delle vie respiratorie, la febbre, le malattie infettive e intestinali, che erano particolarmente temibili in quel periodo in cui non esistevano né antibiotici, né farmaci contro la febbre. Lo Shiitake proteggeva brillantemente da queste malattie.

Nella antica Cina l’Hericium era utilizzato per curare la gastrite, di cui era una soluzione efficace contro l’infiammazione e il dolore, in grado di restituire allo stomaco la capacità di digerire bene. Il cibo non ristagna, il gonfiore si riduce e poi scompare.

l’Agaricus blazei Murril (o ABM)  é stato scoperto in una popolazione di una zona del Brasile, più sana e longeva del resto del paese.

L’Auricularia è molto utilizzato nella tradizione (MTC), da più di mille anni per il cuore e la psiche, l’intestino, emorroidi, l’eccessivo sanguinamento uterino e per per idratare la pelle e le mucose, per la secchezza degli occhi e per la tosse secca.

Il Maitake anticamente ha sempre avuto un posto di primo piano, infatti il suo nome di “fungo danzante” indica la gioia di chi lo trovava. Veniva scambiato a peso d’argento.

Polyporus nella Medicina Tradizionale Cinese è utilizzato da 4000 anni ed è apprezzato come potente diuretico naturale. Il più antico manuale cinese di erboristeria e alimentazione del 2800 a.C. (ShenNong BenCaoJing) descrive l’eliminazione della ritenzione idrica, degli edemi e l’utilità nelle malattie renali.

Di qualche altro fungo come il Coprinus e il Pleurotus non è noto un utilizzo nelle tradizionali medicine antiche. Pur essendo stati scoperti solo nel secolo scorso, hanno destato l’interesse degli scienziati per i loro effetti benefici.

La consacrazione moderna

Con il tempo, i funghi medicinali sono usciti dai confini asiatici e si sono diffusi un po’ ovunque. Negli ultimi 50 anni, poi, hanno conosciuto un vero e proprio boom. Tutto merito delle ricerche condotte con tecnologie via via più sofisticate, che hanno iniziato a dimostrare senza più alcuna ombra di dubbio quello che gli antichi sapevano e descrivevano già ai tempi delle piramidi. Recentemente, per esempio, si è scoperto che il Reishi contiene molecole di acido ganoderico, un efficace antinfiammatorio, che ha un’elevata efficacia paragonabile a quella del cortisone e del Voltaren.

Viene regolarmente usato negli Ospedali, per studi di confronto con i farmaci, nei paesi orientali e in Giappone. Risultati molto interessanti in Cardiologia, ma non solo ad esempio nelle malattie renali. Gli stessi risultati che ne dimostrano i grandi benefici in Cardiologia li ha ottenuti il Cordyceps era molto apprezzato per rinvigorire l’energia di tutto l’organismo nel Tibet e nella Cina antica.

Il Reishi ha dimostrato grande utilità contro tutti i disturbi femminili della menopausa, ma anche della fase fertile.

L’Agaricus blazei Murril (o ABM) grazie agli studi di un gruppo di ricercatori dell’Università di Oslo ha dimostrato una notevolissima efficacia nel rafforzare le difese immunitarie e nella difesa dell’organismo da virus, batteri e candida. Da questi ricercatori viene considerato “un’alternativa agli antibiotici” (Bernardshaw, 2006).

L’Auricularia ha rivelato ai ricercatori l’ottimo effetto anche rasserenante e ansiolitico, contro l’insonnia, l’ansia e le malattie psicosomatiche come ad esempio la gastrite, la colite e altre ancora.

Il Coprinus ha cominciato a destare l’interesse dei ricercatori, dal 1934, da quando i ricercatori hanno scoperto la sua importante azione ipoglicemizzante, aprendo la strada a molti altri studi che hanno confermato la sua azione benefica sul diabete. (Bailey CJ, 1984; Han C, 2006).

Il Cordyceps contiene l’Adenosina, molecola presente nelle nostre cellule in grado di produrre vasodilatazione utile per le coronarie e per la prevenzione delle malattie cardiache.

L’Hericium contiene due sostanze (Hericenone, Hericene) che stimola il fattore di crescita dei nervi il GNF, che si trova nei neuroni in forma inattiva come la ruota di scorta di un’automobile. L’Hericium attivando il GNF, potenzia e rende più continua la manutenzione delle cellule nervose, sostituendo prontamente con parti nuove i componenti che ininterrottamente vengono danneggiati. Il GNF è la scoperta fatta dalla prof.ssa Levi Montalcini, che le ha fatto conseguire il Premio Nobel per la Medicina 1986.

Il Maitake ha creato un enorme interesse per la sua azione brucia-grassi, per la sua capacità di rendere il fisico snello.

Il Pleurotus molto studiato a partire dagli anni 1980 ha dimostrato di ridurre Colesterolo totale e il colesterolo cattivo LDL e di aumentare il colesterolo buono HDL. Elimina i grassi accumulati nel fegato sulle pareti delle arterie, evitando la formazione di nuove placche sulle arterie. Ma non solo anche riduce le placche già formate. (Bobek P, 1999)

Il Polyporus oltre che per la conferma della sua funzione di protezione del rene e della sua capacità diuretica, ha creato interesse per la sua capacità di favorire la ricrescita dei capelli. (Ishida H, 1999; Inaoka Y, 1994)

Gli scienziati scoprono che, in due zone del Giappone in cui la salute della popolazione è migliore del resto del paese e le malattie sono molto minori, lo Shiitake è comunemente usato nell’alimentazione. A questo punto lo Shiitake si diffonde a macchia d’olio in tutto il paese ed anche fuori dai confini del Giappone, negli altri paesi. Un suo estratto è un farmaco autorizzato dal Ministero della salute del Giappone dal 1976, regolarmente utilizzato in Ospedale in Giappone.

Sempre più usati

Negli ultimi dieci anni l’utilizzo dei funghi medicinali ha subito una notevole impennata. Oggi si calcola che nel mondo nove-dieci milioni di persone si affidino ai funghi curativi con regolarità. In paesi come Cina, Giappone e Corea, i funghi sono usati abitualmente anche per il trattamento di malattie importanti.

Potenti integratori nutraceutici

In Oriente, i funghi sono apprezzati al punto da essere diventati fra i protagonisti assoluti anche dell’alimentazione. Del resto, la cucina tradizionale cinese e quella giapponese, che da sempre cercano di coniugare salute e sapore, non potevano ignorare le loro innumerevoli virtù. Proprio alla luce della loro capacità di migliorare la salute del cuore e del fegato, di potenziare le difese immunitarie, di rafforzare l’energia e di potenziare la mente – solo per citarne alcune – i funghi sono diventati gli ingredienti principali di molti piatti, insieme ai vegetali e alle erbe aromatiche.

Oggi, gli alimenti che, come i funghi, hanno un’attività farmacologica e un’azione positiva sulla salute umana sono definiti con un termine ben preciso: nutraceutici. Sono nutraceutici, per esempio, i fitosteroli, sostanze naturali presenti in molti alimenti tipici della dieta mediterranea, come i cereali, gli oli e la frutta, che agiscono riducendo l’assorbimento del colesterolo. E sono nutraceutici i funghi, che generano una serie di effetti benefici sull’organismo.

Sono prodotti sicuri

I funghi utilizzati nella micoterapia non sono quelli che crescono spontanei nei boschi, ma sono coltivati in apposite aziende agricole, rispettando rigorosi standard di qualità e sicurezza. Questo garantisce la totale assenza di pesticidi, di metalli pesanti, di germi patogeni e la purezza al 100%.

Non sono nocivi

I funghi hanno una cattiva fama: quella di essere tossici e di nuocere al fegato. In realtà, è esattamente il contrario: essi danno risultati eccellenti nella cura di tutte le malattie del fegato, comprese le epatiti. Nei funghi medicinali non è presente alcuna tossina: oggi conosciamo le centinaia di sostanze presenti in questi rimedi e sono tutte benefiche.

In chiave preventiva

Se possibile, i rimedi andrebbero utilizzati in chiave preventiva, ossia prima ancora che compaiano le malattie. In questo modo riescono a esprimere al meglio il loro potenziale, smaltiscono le tossine dal fegato e dal sangue, donano più energia psicofisica, serenità, migliorano il sonno, potenziano le difese immunitarie, mantengono più giovani e sane le arterie, il cuore e di conseguenza tutto l’organismo è più in salute. Tuttavia, sono efficaci anche in chiave curativa (in genere a dosaggi più elevati), per favorire la guarigione da una malattia già presente.

Chi non se la sente di assumerli a tempo indeterminato può anche fare dei cicli di tre mesi, per esempio nei periodi di maggiore stress, come nei cambi di stagione. Occorre sapere, però, che in questo caso i benefici saranno minori.

Ci vuole un po’ di pazienza

La micoterapia non è indicata a chi vuole tutto e subito: serve del tempo perché i rimedi e l’organismo entrino in sinergia e inizino a “collaborare”, ricreando equilibrio, salute e benessere. Il primo mese si occupano soprattutto di depurare, come una brava casalinga e questo dà un’iniziale benessere, dal secondo e terzo mese come bravi artigiani (idraulici, falegnami, muratori o imbianchini) sostituiscono i pezzi logorati e malandati con pezzi nuovi. I pezzi logorati che creano i sintomi di malattia, vengono un po’ alla volta eliminati, e i tessuti si rigenerano. Compaiono cellule nuove, rigenerate, le parti (o i sistemi dell’organismo) tornano ad essere più sane, ritrovano migliore energia. Le funzioni si rinnovano e tornano al loro funzionamento precedente alla malattia. Naturalmente più le malattie sono di vecchia data e più è necessario tempo per riavviare questo processo di depurazione e di manutenzione. Al contrario tuttavia, soprattutto quando l’organismo è meno in difficoltà, in due o tre settimane si possono già cominciare a captare i primi segnali di miglioramento.

Regole nell’alimentazione

  • Pagate di più, mangiate di meno
  • fate veri pasti
  • mangiate a tavola
  • se possibile non da soli
  • ascoltate il vostro intestino
  • non mangiate di corsa
  • cucinate e se potete coltivate un’orto
  • preferite i vegetali e in particolare le verdure a foglia
  • siete anche quello che mangia l’animale
  • siate onnivori
  • mangiate cibo cresciuto in modo sano su terreni sani
  • mangiate cibi selvatici quando ne avete la possibilità
  • non cerchiamo un alimento magico nelle diete tradizionali
  • non mangiate nulla che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo vero
  • non mangiate nulla che non può andare a male
  • evitate i cibi che contengono ingredienti sconosciuti o dai nomi impronunciabili o che contengono più di 5 prodotti
  • evitate prodotti che pubblicizzano effetti sulla salute
  • nei supermercati stiamo lontani dalla zona centrale e facciamo acquisti nelle zone periferiche

Gli uomini, come gli animali da cui dipendono, consumano molti più semi che foglie, queste forniscono molti più nutrienti essenziali che il nostro organismo non può ottenere dai cereali raffinati. Tra questi vi sono antiossidanti, fitonutrienti, acidi grassi omega 3 ( che potrebbe essere secondo alcuni ricercatori uno dei componenti cruciali).

Nell’agricoltura industriale dal 1980 ad oggi si riescono a produrre circa 600 calorie in più al giorno per persona, i prezzi sono diminuiti e noi mangiamo circa 300 calorie in più al giorno. Quasi un quarto da zuccheri aggiunti, un altro quarto da grassi aggiunti, circa il 45% da cereali raffinati e le calorie restanti (8%) da frutta e verdura. Abbiamo creato una nuova creatura, un essere umano che riesce ad essere allo stesso tempo sovralimentato e sottonutrito.

Quando la base della nostra alimentazione si è spostata dalle foglie ai cereali, il rapporto tra omega 6 ed omega 3 è cambiato, lo stesso è accaduto per gli animali di cui ci nutriamo, l’agricoltura industriale li ha privati del loro cibo naturale, erba e foglie e li nutre con diete ipercaloriche a base di cereali. Il risultato è stato una forte diminuzione di omega 3 ed un aumento di omega 6 nella carne, latticini e nova. Allo stesso modo, i produttori hanno ridotto ulteriormente gli omega 3 dagli alimenti trasformati, perchè meno stabili degli omega 6, si deteriorano facilmente.

Gli omega 3 avrebbero un ruolo importante nello sviluppo e nel funzionamento del cervello, nell’acuità visiva (il che calza bene nel loro ruolo nella fotosintesi), nella permeabilità delle pareti cellulari nel metabolismo del glucosio, nell’attenuazione delle infiammazioni. Gli omega 6 sono implicati nell’accumulo di grassi (è quello che fanno nelle piante). Poiché i due acidi grassi competono per lo spazio nelle membrane cellulari e per alcuni enzimi, il loro rapporto è più importante che la quantità assoluta. Un eccesso di omega 6 è tanto dannoso quanto un difetto di omega 3.

Abbiamo modificato notevolmente la proporzione fra questi due grassi essenziali, con il risultato che oggi la nostra alimentazione è notevolmente sbilanciata a favore degli omega 6. Mediamente il rapporto tra omega 6 ed omega 3 è circa 10 a 1. Nell’alimentazione preindustriale il rapporto era circa 3 a 1.